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In caso di decesso

Osservanze burocratiche in caso di decesso


Disbrigo pratiche burocratiche Fabbrico





Alla morte di un familiare bisogna occuparsi di diverse questioni burocratiche. Elenchiamo di seguito le più importanti.





Successione

Si verifica alla morte di una persona e comporta il trasferimento dei diritti patrimoniali del defunto a un erede o a più eredi.

Nel caso in cui il defunto avesse beni immobili, entro 12 mesi, è obbligatorio presentare la dichiarazione di successione all’agenzia delle entrate competente.

Successivamente, dopo gli accertamenti fiscali, verrà quantificata l’imposta di successione, stabilita in base alla quota ereditaria spettante e al grado di parentela.

Il pagamento dovrà essere eseguito mediante F23 e la ricevuta, insieme alla pratica, dovrà essere consegnata all’ufficio delle entrate.

La successione è di due tipi: legittima e testamentaria; gli obblighi giuridici e tributari variano in base al tipo.

Se il deceduto non ha fatto testamento, parliamo di successione legittima; in tal caso il patrimonio si trasferisce ai successori in base al rapporto di parentela, secondo quanto previsto dalla legge.

Se invece esiste un testamento, l’eredità passa agli eredi nominati nel testamento, in base alle quote in esso assegnate a ciascuno.

Il testamento può essere impugnato affinché siano riconosciuti i diritti lesi, se uno o più eredi legittimati riscontrano un danno nei loro confronti.

Per quanto riguarda l’eredità, i successori possono: accettarla in modo puro e semplice; accettarla con beneficio di inventario; rifiutarla mediante un atto attuato in tribunale.

Gli aventi diritto all’eredità sono: il coniuge; i figli (avranno quote differenti in base al loro numero); gli ascendenti (genitori e/o nonni) e i fratelli (nel caso il deceduto non avesse figli).

Se il defunto non era sposato e non aveva figli, l’eredità andrà ai parenti entro il 6° grado, in base alle quote previste dal Codice Civile.

Se non ci sono parenti entro il 6°, l’eredità va allo Stato.

Se il successore o i successori accettano con beneficio di inventario l’eredità, si può operare una distinzione tra il patrimonio del defunto e quello dei successori.

In questo modo, il successore o i successori non dovranno pagare i debiti ereditati oltre il valore dei beni acquisiti.

In sostanza, l’inventario è un elenco di debiti e crediti (beni mobili e/o immobili) del defunto e deve essere stilato, entro tre mesi dal giorno della morte, dal cancelliere del tribunale competente (a seconda del luogo di residenza del defunto) o, in alternativa, da un notaio.

Se esistono eredi minori, interdetti o inabilitati, questi devono accettare la successione con beneficio d’inventario.

Per far partire questa procedura basta l’intervento di uno degli eredi.

Nel caso in cui la successione sia rifiutata, l’erede o gli eredi non avranno diritto ai beni della persona defunta, ma non si vedranno imputati neppure i suoi debiti.

Se ci sono più successori, la quota della persona che ha rifiutato la successione sarà spartita tra gli altri o attribuita per rappresentazione.

La rinuncia all’eredità deve essere inoltrata al tribunale competente o a un notaio.

Se il coniuge della persona deceduta rifiuta la successione, non perde il diritto di abitazione e nemmeno la pensione diretta.

Se il defunto possedeva terreni e/o fabbricati è obbligatorio presentare la dichiarazione di successione, se invece il defunto possedeva beni non immobili, non i tutti casi è necessario presentarla.

È obbligo presentare la dichiarazione di successione quando:

  L’eredità comprende beni immobili
  Il defunto possedeva beni mobili e immobili (conti correnti, deposito titoli, ecc.)
  Il totale dei beni mobili del defunto ha un valore che supera i 25.822 euro
  I successori non avevano parentela in linea retta con il defunto
  La persona deceduta ha fatto testamento

I successori invece non devono presentare la dichiarazione di successione quando:

  Il defunto non aveva beni immobili
  La somma dei beni mobili del defunto ha un valore inferiore a 25.822 euro
  I successori avevano parentela in linea retta con il deceduto.

Testamento

Se la persona deceduta ha fatto testamento, questo deve essere pubblicato presso un notaio, affinché familiari del deceduto, chiamati alla successione e creditori abbiano conoscenza del contenuto dello stesso.

Il notaio che effettua la pubblicazione può anche gestire tutte le pratiche burocratiche oppure ci si può rivolgere all’ufficio pertinente di un patronato.

In seguito alla pubblicazione, si può redigere la dichiarazione di successione e poi passare alla divisione della successione.

Pensione

La morte di un familiare deve essere notificata per via telematica all’istituto previdenziale, insieme con la richiesta di reversibilità per il coniuge (pensione diretta) oppure alla riscossione del maturato (pensione indiretta) per gli aventi diritto.

Nel caso di pensione INPS, si deve comunicare il decesso alle anagrafi comunali, entro 48 ore dalla morte, queste poi notificheranno a loro volta per via telematica, tramite il canale convenzionale del Ministero dell’Interno o se non fosse possibile tramite tale canale, direttamente all’INPS, attraverso un servizio dedicato a tale funzione dall’Istituto.

Dal 1° gennaio 2015, i medici necroscopi devono consegnare, entro 48 ore dal decesso, il certificato di accertamento della morte all’INPS e al Comune, tramite un servizio online appositamente predisposto.

Se la persona deceduta era già titolare di una pensione o ne aveva maturato il diritto, alcuni familiari possono richiedere la pensione di reversibilità (o diretta).

I soggetti cui spetta la pensione diretta sono:

  Il coniuge, anche separato, se il defunto era iscritto all’ente previdenziale, prima della sentenza di separazione; il coniuge separato con addebito, se aveva diritto ad assegno alimentare a carico del coniuge deceduto; il coniuge divorziato che non ha contratto nuovo matrimonio e ha diritto all’assegno di divorzio, e sempre che il coniuge deceduto fosse iscritto all’ente previdenziale, prima della pronuncia di sentenza di divorzio.

Se il coniuge defunto avesse contratto nuovo matrimonio, la quota di reversibilità va suddivisa tra l’attuale coniuge e quello divorziato.

Nel caso in cui, uno dei due coniugi cui spetta la pensione diretta dovesse morire, al superstite andrà la quota intera.

Se il coniuge cui spetta la pensione di reversibilità dovesse contrarre nuovo matrimonio, non avrà più diritto alla pensione diretta e gli sarebbe corrisposta una liquidazione pari a una somma 26 volte la cifra della pensione percepita fino alla data del nuovo matrimonio

  I figli (legittimi, naturali, riconosciuti legalmente, adottivi o legittimati) minorenni; studenti di scuola media superiore tra i 18 e i 21 anni senza occupazione e a carico del genitore deceduto; studenti universitari non occupati e a carico della persona defunta (solo per la durata del corso legale di laurea e non oltre i 26 anni); inabili a carico del genitore deceduto, di qualsiasi età

  I nipoti equiparati dalla Corte Costituzionale ai figli legittimati, minorenni, a carico del deceduto.

Banca - Istituti di credito

Quando la successione comprende obbligazioni, depositi titoli, azioni, conti correnti, cassette di sicurezza, fondi di investimento, buoni postali fruttiferi, libretti postali o qualsiasi altra attività bancaria, bisogna comunicare il decesso del familiare all’istituto postale o bancario presso cui c’erano tali rapporti.

Inoltre, vanno consegnati alcuni documenti:

  Il certificato di morte (rilasciato dall’agenzia di pompe funebri o dal Comune)
  La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che dichiara chi sono i successori e deve essere redatta presso l’anagrafe.

Questo documento si può richiedere in Comune o all’ufficio anagrafe e può farlo anche uno solo degli eredi
Se esiste un testamento, si devono fornire gli estremi di pubblicazione dello stesso all’impiegato.

Dopo aver notificato il decesso, il conto del deceduto sarà congelato, fino al momento in cui sarà consegnato un atto notorio che attesti chi sono i successori.

Se esistono dei cointestatari del conto, dovranno aprire un altro conto e successivamente, cambiare gli appoggi bancari di eventuali utenze.

Affinché il conto sia scongelato è necessario consegnare alcuni documenti:

  Dichiarazione della posta, della banca o della finanziaria che includa tutte le attività eseguite dal defunto e il saldo alla data del decesso
  Certificato di morte (originale, in carta semplice)
  Certificato di matrimonio che registri nota del regime patrimoniale del defunto (in carta semplice)
  Fotocopia del documento di identità e codice fiscale del defunto
  Stato di famiglia storico del defunto
  Fotocopie dei documenti di identità e codici fiscali di tutti gli eredi
  Stati di famiglia degli eredi
  Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà redatto presso l’anagrafe
  Se esistente, copia conforme del testamento
  Se uno o più eredi l’hanno presentata, la rinuncia all’eredità (in originale)
  Se esistenti, copie dei contratti pattuiti con l’istituto di credito
  Copia della sentenza di separazione
  Se esistenti, buoni postali fruttiferi (copia fronte/retro)

In seguito alla consegna del certificato di morte e della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, le poste o la banca rilasceranno la dichiarazione di sussistenza o di credito che riporterà tutto quello che apparteneva alla persona deceduta (valori relativi al momento del decesso).

Assicurazioni

La morte di un familiare va comunicata alle società intestatarie di polizze sull’auto, su rischi di morte o di infortuni ed è obbligatorio inoltrare alle stesse il certificato di morte.

Per la polizza RC auto, gli eredi hanno sei mesi di tempo per compire il passaggio del veicolo.

Nel caso ci siano più eredi, il mezzo risulterà cointestato a più soggetti, se tutti gli eredi sono concordi, il veicolo può essere intestato a uno di loro.

Per effettuare la successione ereditaria e per compire il passaggio di proprietà, è meglio rivolgersi ad agenzie di pratiche auto, entro sessanta giorni dal decesso.

Nel caso non si eseguisse l’intestazione a uno solo degli eredi, si potrebbero verificare degli inconvenienti: certe compagnie non consentono che la polizza per un mezzo sia intestata a più persone.

Per ovviare a questo problema, si può scrivere nel passaggio il nome della persona che usa il veicolo come primo intestatario.

Se tale soluzione è comunque rifiutata, bisogna effettuare un ulteriore passaggio: da tutti gli eredi a colui che usa il mezzo.

Per quanto riguarda la classe di merito, la trasferibilità (legge Bersani) non è sempre possibile, con delle particolari distinzioni:

  Se il veicolo è intestato a tutti i successori non conviventi, la nuova polizza deterrà la classe peggiore che possiede uno dei successori
  Se invece il veicolo è intestato a tutti i successori conviventi, la nuova polizza avrà la classe migliore tra quelle possedute dai successori
  Se il veicolo è intestato a un solo successore, convivente, si applica la legge Bersani.
  Se non è convivente, la polizza deterrà la classe di merito peggiore o pari a quella posseduta da un altro soggetto che convive con lui.

Utenze

Alla morte di un familiare vanno notificate le variazioni di intestazione alle ditte che forniscono dispositivi per distribuire acqua, gas, luce, e utenze telefoniche.

Devono, inoltre, essere disdette o cambiate: l’intestazione della cartella esattoriale della tassa di smaltimento rifiuti e l’IMU, presso l’ufficio comunale pertinente.

Abbonamento RAI

Si può annullare tramite raccomandata o si può sostituire l’intestatario: è sufficiente che il nuovo soggetto non abbia già un altro abbonamento.

Armi da fuoco

Se la persona defunta deteneva delle munizioni, delle armi da fuoco o del materiale analogo che richiedono un’apposita denuncia, entro otto giorni dal decesso, si deve notificare il passaggio di possesso al commissariato di polizia competente o ai carabinieri di zona.

I pubblici ufficiali stenderanno un verbale di ritrovamento, poi preleveranno il materiale.

In seguito, sarà possibile fare richiesta di un nulla osta per rientrarne in possesso.

Dichiarazione dei redditi

Quella dell’anno in cui il familiare è deceduto, deve essere presentata da uno dei successori tramite Modello Unico.

Detrazione delle spese funebri

Si può detrarre il 19% (294,50 euro) su un importo di 1.550 euro, l’anno successivo a quello in cui si sono pagate le spese del funerale.

Dal 2016, anche chi non aveva un legame di parentela con il defunto può fare richiesta di detrazione.

Se più familiari hanno affrontato le spese per il funerale, la detrazione rimane la stessa, ma chi ha diritto alla detrazione può esigere una dichiarazione di ripartizione delle spese.




Osservanze burocratiche in caso di decesso


Disbrigo pratiche burocratiche Fabbrico





Alla morte di un familiare bisogna occuparsi di diverse questioni burocratiche. Elenchiamo di seguito le più importanti.





Successione


Si verifica alla morte di una persona e comporta il trasferimento dei diritti patrimoniali del defunto a un erede o a più eredi.

Nel caso in cui il defunto avesse beni immobili, entro 12 mesi, è obbligatorio presentare la dichiarazione di successione all’agenzia delle entrate competente.

Successivamente, dopo gli accertamenti fiscali, verrà quantificata l’imposta di successione, stabilita in base alla quota ereditaria spettante e al grado di parentela.

Il pagamento dovrà essere eseguito mediante F23 e la ricevuta, insieme alla pratica, dovrà essere consegnata all’ufficio delle entrate.

La successione è di due tipi: legittima e testamentaria; gli obblighi giuridici e tributari variano in base al tipo.

Se il deceduto non ha fatto testamento, parliamo di successione legittima; in tal caso il patrimonio si trasferisce ai successori in base al rapporto di parentela, secondo quanto previsto dalla legge.

Se invece esiste un testamento, l’eredità passa agli eredi nominati nel testamento, in base alle quote in esso assegnate a ciascuno.

Il testamento può essere impugnato affinché siano riconosciuti i diritti lesi, se uno o più eredi legittimati riscontrano un danno nei loro confronti.

Per quanto riguarda l’eredità, i successori possono: accettarla in modo puro e semplice; accettarla con beneficio di inventario; rifiutarla mediante un atto attuato in tribunale.

Gli aventi diritto all’eredità sono: il coniuge; i figli (avranno quote differenti in base al loro numero); gli ascendenti (genitori e/o nonni) e i fratelli (nel caso il deceduto non avesse figli).

Se il defunto non era sposato e non aveva figli, l’eredità andrà ai parenti entro il 6° grado, in base alle quote previste dal Codice Civile.

Se non ci sono parenti entro il 6°, l’eredità va allo Stato.

Se il successore o i successori accettano con beneficio di inventario l’eredità, si può operare una distinzione tra il patrimonio del defunto e quello dei successori.

In questo modo, il successore o i successori non dovranno pagare i debiti ereditati oltre il valore dei beni acquisiti.

In sostanza, l’inventario è un elenco di debiti e crediti (beni mobili e/o immobili) del defunto e deve essere stilato, entro tre mesi dal giorno della morte, dal cancelliere del tribunale competente (a seconda del luogo di residenza del defunto) o, in alternativa, da un notaio.

Se esistono eredi minori, interdetti o inabilitati, questi devono accettare la successione con beneficio d’inventario.

Per far partire questa procedura basta l’intervento di uno degli eredi.

Nel caso in cui la successione sia rifiutata, l’erede o gli eredi non avranno diritto ai beni della persona defunta, ma non si vedranno imputati neppure i suoi debiti.

Se ci sono più successori, la quota della persona che ha rifiutato la successione sarà spartita tra gli altri o attribuita per rappresentazione.

La rinuncia all’eredità deve essere inoltrata al tribunale competente o a un notaio.

Se il coniuge della persona deceduta rifiuta la successione, non perde il diritto di abitazione e nemmeno la pensione diretta.

Se il defunto possedeva terreni e/o fabbricati è obbligatorio presentare la dichiarazione di successione, se invece il defunto possedeva beni non immobili, non i tutti casi è necessario presentarla.

È obbligo presentare la dichiarazione di successione quando:

  L’eredità comprende beni immobili
  Il defunto possedeva beni mobili e immobili (conti correnti, deposito titoli, ecc.)
  Il totale dei beni mobili del defunto ha un valore che supera i 25.822 euro
  I successori non avevano parentela in linea retta con il defunto
  La persona deceduta ha fatto testamento

I successori invece non devono presentare la dichiarazione di successione quando:

  Il defunto non aveva beni immobili
  La somma dei beni mobili del defunto ha un valore inferiore a 25.822 euro
  I successori avevano parentela in linea retta con il deceduto.



Testamento


Se la persona deceduta ha fatto testamento, questo deve essere pubblicato presso un notaio, affinché familiari del deceduto, chiamati alla successione e creditori abbiano conoscenza del contenuto dello stesso.

Il notaio che effettua la pubblicazione può anche gestire tutte le pratiche burocratiche oppure ci si può rivolgere all’ufficio pertinente di un patronato.

In seguito alla pubblicazione, si può redigere la dichiarazione di successione e poi passare alla divisione della successione.



Pensione


La morte di un familiare deve essere notificata per via telematica all’istituto previdenziale, insieme con la richiesta di reversibilità per il coniuge (pensione diretta) oppure alla riscossione del maturato (pensione indiretta) per gli aventi diritto.

Nel caso di pensione INPS, si deve comunicare il decesso alle anagrafi comunali, entro 48 ore dalla morte, queste poi notificheranno a loro volta per via telematica, tramite il canale convenzionale del Ministero dell’Interno o se non fosse possibile tramite tale canale, direttamente all’INPS, attraverso un servizio dedicato a tale funzione dall’Istituto.

Dal 1° gennaio 2015, i medici necroscopi devono consegnare, entro 48 ore dal decesso, il certificato di accertamento della morte all’INPS e al Comune, tramite un servizio online appositamente predisposto.

Se la persona deceduta era già titolare di una pensione o ne aveva maturato il diritto, alcuni familiari possono richiedere la pensione di reversibilità (o diretta).

I soggetti cui spetta la pensione diretta sono:

  Il coniuge, anche separato, se il defunto era iscritto all’ente previdenziale, prima della sentenza di separazione; il coniuge separato con addebito, se aveva diritto ad assegno alimentare a carico del coniuge deceduto; il coniuge divorziato che non ha contratto nuovo matrimonio e ha diritto all’assegno di divorzio, e sempre che il coniuge deceduto fosse iscritto all’ente previdenziale, prima della pronuncia di sentenza di divorzio.

Se il coniuge defunto avesse contratto nuovo matrimonio, la quota di reversibilità va suddivisa tra l’attuale coniuge e quello divorziato.

Nel caso in cui, uno dei due coniugi cui spetta la pensione diretta dovesse morire, al superstite andrà la quota intera.

Se il coniuge cui spetta la pensione di reversibilità dovesse contrarre nuovo matrimonio, non avrà più diritto alla pensione diretta e gli sarebbe corrisposta una liquidazione pari a una somma 26 volte la cifra della pensione percepita fino alla data del nuovo matrimonio

  I figli (legittimi, naturali, riconosciuti legalmente, adottivi o legittimati) minorenni; studenti di scuola media superiore tra i 18 e i 21 anni senza occupazione e a carico del genitore deceduto; studenti universitari non occupati e a carico della persona defunta (solo per la durata del corso legale di laurea e non oltre i 26 anni); inabili a carico del genitore deceduto, di qualsiasi età

  I nipoti equiparati dalla Corte Costituzionale ai figli legittimati, minorenni, a carico del deceduto.



Banca - Istituti di credito


Quando la successione comprende obbligazioni, depositi titoli, azioni, conti correnti, cassette di sicurezza, fondi di investimento, buoni postali fruttiferi, libretti postali o qualsiasi altra attività bancaria, bisogna comunicare il decesso del familiare all’istituto postale o bancario presso cui c’erano tali rapporti.

Inoltre, vanno consegnati alcuni documenti:

  Il certificato di morte (rilasciato dall’agenzia di pompe funebri o dal Comune)
  La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che dichiara chi sono i successori e deve essere redatta presso l’anagrafe.

Questo documento si può richiedere in Comune o all’ufficio anagrafe e può farlo anche uno solo degli eredi
Se esiste un testamento, si devono fornire gli estremi di pubblicazione dello stesso all’impiegato.

Dopo aver notificato il decesso, il conto del deceduto sarà congelato, fino al momento in cui sarà consegnato un atto notorio che attesti chi sono i successori.

Se esistono dei cointestatari del conto, dovranno aprire un altro conto e successivamente, cambiare gli appoggi bancari di eventuali utenze.

Affinché il conto sia scongelato è necessario consegnare alcuni documenti:

  Dichiarazione della posta, della banca o della finanziaria che includa tutte le attività eseguite dal defunto e il saldo alla data del decesso
  Certificato di morte (originale, in carta semplice)
  Certificato di matrimonio che registri nota del regime patrimoniale del defunto (in carta semplice)
  Fotocopia del documento di identità e codice fiscale del defunto
  Stato di famiglia storico del defunto
  Fotocopie dei documenti di identità e codici fiscali di tutti gli eredi
  Stati di famiglia degli eredi
  Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà redatto presso l’anagrafe
  Se esistente, copia conforme del testamento
  Se uno o più eredi l’hanno presentata, la rinuncia all’eredità (in originale)
  Se esistenti, copie dei contratti pattuiti con l’istituto di credito
  Copia della sentenza di separazione
  Se esistenti, buoni postali fruttiferi (copia fronte/retro)

In seguito alla consegna del certificato di morte e della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, le poste o la banca rilasceranno la dichiarazione di sussistenza o di credito che riporterà tutto quello che apparteneva alla persona deceduta (valori relativi al momento del decesso).



Assicurazioni


La morte di un familiare va comunicata alle società intestatarie di polizze sull’auto, su rischi di morte o di infortuni ed è obbligatorio inoltrare alle stesse il certificato di morte.

Per la polizza RC auto, gli eredi hanno sei mesi di tempo per compire il passaggio del veicolo.

Nel caso ci siano più eredi, il mezzo risulterà cointestato a più soggetti, se tutti gli eredi sono concordi, il veicolo può essere intestato a uno di loro.

Per effettuare la successione ereditaria e per compire il passaggio di proprietà, è meglio rivolgersi ad agenzie di pratiche auto, entro sessanta giorni dal decesso.

Nel caso non si eseguisse l’intestazione a uno solo degli eredi, si potrebbero verificare degli inconvenienti: certe compagnie non consentono che la polizza per un mezzo sia intestata a più persone.

Per ovviare a questo problema, si può scrivere nel passaggio il nome della persona che usa il veicolo come primo intestatario.

Se tale soluzione è comunque rifiutata, bisogna effettuare un ulteriore passaggio: da tutti gli eredi a colui che usa il mezzo.

Per quanto riguarda la classe di merito, la trasferibilità (legge Bersani) non è sempre possibile, con delle particolari distinzioni:

  Se il veicolo è intestato a tutti i successori non conviventi, la nuova polizza deterrà la classe peggiore che possiede uno dei successori
  Se invece il veicolo è intestato a tutti i successori conviventi, la nuova polizza avrà la classe migliore tra quelle possedute dai successori
  Se il veicolo è intestato a un solo successore, convivente, si applica la legge Bersani.
  Se non è convivente, la polizza deterrà la classe di merito peggiore o pari a quella posseduta da un altro soggetto che convive con lui.



Utenze


Alla morte di un familiare vanno notificate le variazioni di intestazione alle ditte che forniscono dispositivi per distribuire acqua, gas, luce, e utenze telefoniche.

Devono, inoltre, essere disdette o cambiate: l’intestazione della cartella esattoriale della tassa di smaltimento rifiuti e l’IMU, presso l’ufficio comunale pertinente.



Abbonamento RAI


Si può annullare tramite raccomandata o si può sostituire l’intestatario: è sufficiente che il nuovo soggetto non abbia già un altro abbonamento.



Armi da fuoco


Se la persona defunta deteneva delle munizioni, delle armi da fuoco o del materiale analogo che richiedono un’apposita denuncia, entro otto giorni dal decesso, si deve notificare il passaggio di possesso al commissariato di polizia competente o ai carabinieri di zona.

I pubblici ufficiali stenderanno un verbale di ritrovamento, poi preleveranno il materiale.

In seguito, sarà possibile fare richiesta di un nulla osta per rientrarne in possesso.



Dichiarazione dei redditi


Quella dell’anno in cui il familiare è deceduto, deve essere presentata da uno dei successori tramite Modello Unico.



Detrazione delle spese funebri


Si può detrarre il 19% (294,50 euro) su un importo di 1.550 euro, l’anno successivo a quello in cui si sono pagate le spese del funerale.

Dal 2016, anche chi non aveva un legame di parentela con il defunto può fare richiesta di detrazione.

Se più familiari hanno affrontato le spese per il funerale, la detrazione rimane la stessa, ma chi ha diritto alla detrazione può esigere una dichiarazione di ripartizione delle spese.






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